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Se la gin-tonic mania fa bene anche in Borsa

Il boom del gin&tonic fa bene alle acque toniche. Tanto bene che una di quelle più trendy – la britannica Fever Tree, quotata a Londra – ha annunciato risultati al di là delle aspettative. Soprattutto in Gran Bretagna pare che le vendite siano schizzate, ma anche da noi non c’è bar con qualche pretesa di fine drinking che non le annoveri tra le toniche più gettonate. Che sia classica o Mediterranea, la Fever Tree è amata dai barman per le sue sfumature aromatiche. I due fondatori Charles Rolls e Tim Warrillow hanno viaggiato in giro per il mondo un anno e mezzo a caccia degli ingredienti più selezionati e acquistano direttamente dai produttori: il chinino viene dal Congo, lo zenzero da Costa d’Avorio India e Nigeria, i fiori di sambuco dal Gloucestershire, ma i limoni sono siciliani e arrivano dalle falde dell’Etna.

La prima bottiglia di Fever Tree Indian Tonic Water è stata prodotta nel 2005. Il gruppo si è quotato nell’agosto scorso, raccogliendo oltre 93 milioni di sterline.