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A Zonfrillo il Basque Culinary Prize, a Bottura gli applausi per il “Ted della gastronomia”

I cuochi salveranno il mondo. Già, tra una fermentazione e una cottura a bassa temperatura, si sono messi in testa di poter dire la loro su come affrontare temi giganteschi quali la sostenibilità, la ricerca, l’innovazione e l’equità sociale. Facilissimo fare ironia. Soprattutto quando a prendere la parola sono gli happy few. Superstellati, in cima alle classifiche mondiali, inseguiti da giornalisti, tv e marketing manager di ogni genere di azienda.

Eppure è vero. Anche ai fornelli di un ristorante si può agire per il bene della società (oltre che dei palati). Se ne sono accorti in molti. Che sempre più spesso si ritrovano non tanto per illustrarsi a vicenda l’ultima tecnica sbalorditiva messa a punto ma per ragionare su ambiente, ingredienti, alleanze con i fornitori ed imprenditoria sociale. Mettere al servizio della società le propria imprenditorialità, cultura e capacità di visione.

È avvenuto anche oggi a Modena, padrone di casa Massimo Bottura, fresco di (nuova) investitura ai vertici della classifica dei 50Best, che, seppur contestata da vari critici, ha ormai un rilievo e visibilità internazionale quasi ineguagliabili. L’occasione era la proclamazione del vincitore del Basque Culinary World Prize 2018. Ma in realtà è stato un formidabile get together di “addetti ai lavori” con speech tenuti da persone a vario titolo coinvolte in progetti innovativi.

Relata refero, perché non sono riuscita ad essere della partita, nonostante avessi aderito da tempo. Quindi mi baso su quel che ho letto (e visto, uno tsunami di post e foto su Instagram).

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Il premio a Zonfrillo

Innanzi tutto il vincitore. È Jock Zonfrillo chef scozzese di origini italiane, residente in Australia. “Scopritore e valorizzatore di ingredienti autoctoni – si legge nel comunicato finale – è stato apprezzato per la difesa della cultura delle popolazioni indigene australiane e per il suo lavoro di salvaguardia della tradizione gastronomica aborigena. Da quando si è trasferito in Australia, nel 2000, Jock Zonfrillo ha visitato centinaia di comunità remote per comprendere le origini degli ingredienti e il loro valore culturale.  Ha introdotto questi ingredienti nei menù del suo prestigioso ristorante Orana, ad Adelaide, e ha fatto conoscere le tradizioni culturali aborigene a un pubblico più ampio mediante programmi televisivi come Nomad Chef”.

Un aiuto concreto agli aborigeni australiani

Perfettamente in linea, dunque con il premio basco, destinato a “cuochi che migliorano la società attraverso la gastronomia valorizzandone l’impatto sull’innovazione, istruzione, salute, ricerca, sostenibilità, imprenditorialità sociale e sviluppo economico”. Il Basque Culinary World Prize è organizzato e promosso dal Governo basco e dal Basque Culinary Center (BCC). Zonfrillo riceverà 100.000 euro da destinare a un progetto o a un’organizzazione di sua scelta che dimostri il ruolo globale della gastronomia nella società.

Non è escluso – ma non so se le regole del premio lo consentano – che il finanziamento vada alla Fondazione Orana di Zonfrillo che ha censito più di 1.200 ingredienti locali ed è alla costante ricerca di nuove possibilità per il loro utilizzo. Queste informazioni saranno condivise mediante un Database degli Alimenti Autoctoni (che sarà disponibile online gratuitamente) al fine di creare nuove opportunità commerciali per le comunità indigene. In un perfetto circolo virtuoso che parte dalla terra, passa dalla cucina e riplana sul territorio. Zonfrillo vuole aiutare queste comunità a espandere la propria capacità di produzione e a commercializzare i prodotti in modo equo.