Al tramonto il sole scende dritto sulle dune, un disco arancione che per qualche minuto resta in bilico sulla cresta di sabbia. Le palme diventano sagome nere, sul muretto una lanterna traforata si è già accesa e il prato all’inglese, pochi metri più in là, finisce senza preavviso nel deserto. È qui, a quarantacinque minuti dai grattacieli, che Dubai smette di somigliare a Singapore o a Shanghai e diventa Medio Oriente.

Bab Al Shams, «la Porta del Sole», è il più longevo resort nel deserto degli Emirati: aperto nel 2004, è stato riportato in vita nel 2023 da Kerzner International, il gruppo a cui fanno capo One&Only e Atlantis, come capofila della collezione Rare Finds. Le 115 camere si raccolgono in un’architettura color sabbia che ha la sagoma di un forte, con terrazze schermate da grate di legno e pergolati di canne.

La porta si apre su un lungo ingresso, scandito da una teoria di ante in legno borchiato, e in fondo la portafinestra inquadra il deserto. Fuori c’è un giardinetto privato con due poltroncine di legno e corda, il tronco squamoso di una palma, qualche acacia rada e poi la sabbia, fino all’orizzonte. In piscina, grandi anfore di terracotta sono piantate nell’acqua come sentinelle, e di notte la vasca si accende di un blu elettrico che il buio intorno rende quasi irreale. La mattina un golf cart porta fino al limite delle dune, dove l’asfalto sparisce sotto un velo di sabbia.

La sera si cena sotto le stelle. Ad Al Hadheerah, ristorante all’aperto tra mura da fortezza, la cucina araba arriva insieme alla musica e agli spettacoli dal vivo, mentre il deserto restituisce il fresco della notte. Da novembre torna anche RAIT, il pop-up indiano: in hindi il nome significa «sabbia», e la cucina guarda al Rajasthan, tra curry, biryani e grigliate alla fiamma.

In dialetto emiratino sabbia, anzi «sabbia bianca», si dice Za’abeel: è il nome di un quartiere e anche quello del primo resort verticale di One&Only. La struttura occupa due torri gemelle progettate da Nikken Sekkei, unite a 100 metri d’altezza da The Link: 230 metri di edificio a sbalzo, il più lungo al mondo. Negli interni Jean-Michel Gathy ne ha fatto un tema, con una palette neutra che richiama la grana delle dune su tessuti e luci. All’arrivo, su un vassoio di marmo, aspettano i datteri farciti.

The Link è un cammino sospeso. Si va da Nobu, aperto lo scorso gennaio al 24° piano, a Culinara, una sorta di mercato gourmet con otto indirizzi nati a Dubai, fino a Tapasake, dove la cucina Nikkei si gusta accanto alla piscina sospesa più lunga degli Emirati. Scendendo di quota, al primo piano, si incontra la Maison Devoille dove Christophe Devoille, eletto per due anni di fila miglior pastry chef degli Emirati da Gault&Millau, serve il tè su un’alzata a forma di mongolfiera bianca e oro, con i pasticcini appesi intorno al pallone e gli scones nella navicella.
A Dubai anche la colazione si costruisce in altezza. Da Gastronomy, ad Atlantis The Royal, altro resort del gruppo sulla Palm Jumeirah, i dim sum fatti in casa salgono a torri nei cestelli di bambù. Intorno girano diciassette postazioni con le cucine a vista: accanto al banco delle omelette, i curry aspettano in pentoline di rame, mentre più in là il salmone affumicato si taglia sul ceppo per le uova Benedict, con un’hollandaise al tartufo o all’habanero. Poco lontano, ad Atlantis The Palm, FZN di Björn Frantzén ha appena confermato le tre stelle Michelin.
Sulla stessa Palma, One&Only The Palm è da anni il quartier generale di Yannick Alléno a Dubai: qui firma lo STAY, due stelle confermate anche dall’ultima guida. Dal 19 ottobre lo chef francese ha raddoppiato. L’Abysse, già a Parigi, Monte-Carlo e Osaka, porta a Dubai il suo omakase: trentaquattro coperti, dieci dei quali al bancone del sushi master Ken Ishihata, per un percorso in tredici passaggi. Sull’acqua della marina, Casea 101 cambia completamente registro: cucina di mare all’italiana, crudi, pesce alla brace e pizze dal forno a vista, con i ritmi lenti della Costa Azzurra.

Dopo mesi sospesi, Dubai si riprende la sua stagione migliore, quella dell’inverno mite e delle feste. A Bab Al Shams il 12 dicembre si accende l’albero di Natale sul prato, e a Capodanno Al Hadheerah apparecchia una cena di gala sotto le stelle, con i fuochi d’artificio sopra le dune.