Quattro Passi riparte dall’Odissea

Ripartiranno dall’Odissea. Fabrizio Mellino non ha ancora deciso quali saranno i nuovi piatti di Quattro Passi, ma il filo del menu 2027 sì. «Un po’ Ulisse torna a Itaca, no?», dice. E immagina «un percorso a tappe, con le difficoltà delle tappe». Dopo le vicende dell’ultimo anno, la scelta acquista un significato piuttosto evidente. Una data, intanto, c’è: 1° maggio 2027, Punta San Lorenzo, Massa Lubrense

Del nuovo Quattro Passi sapevamo già l’essenziale⁠: lasciata la sede storica di Nerano, il ristorante dei Mellino riaprirà all’interno del nuovo ROMEO Massa Lubrense, a Punta San Lorenzo. Ora il progetto comincia ad avere contorni assai più precisi.

Quattro Passi S.r.l., società interamente controllata dal Gruppo Romeo, detiene in esclusiva i diritti sul marchio. Fabrizio e Raffaele Mellino entrano nel gruppo con ruoli manageriali, rispettivamente come Executive Chef e F&B Manager: continueranno a guidare cucina e sala, ma avranno voce sull’intera offerta gastronomica dell’hotel. E il progetto guarda già oltre Massa Lubrense, con lo sviluppo del marchio Quattro Passi in Italia e all’estero.

Il nuovo Quattro Passi sarà raccolto: 30, al massimo 35 coperti, tendenzialmente soltanto a cena e con un giorno di chiusura settimanale. A Punta San Lorenzo dovrebbe trasferirsi almeno l’80 per cento della brigata di Nerano e arriverà anche buona parte della cantina costruita negli anni.

Fabrizio Mellino

Per i Mellino questa è soprattutto una ripartenza. Arriva dopo una chiusura che non avevano scelto – la sede storica di Nerano era stata sottoposta a sequestro preventivo a seguito di un’inchiesta per presunta lottizzazione abusiva a scopo edificatorio – proprio quando Quattro Passi aveva appena raggiunto le tre stelle Michelin, conquistate nel 2023 e che nella nuova sede non si trasferiranno automaticamente. Alla battuta sul «ricominciare da tre», Mellino però frena. «Puntiamo a ricominciare con l’umiltà di sempre, a testa bassa», dice. Senza «forzare la mano», né alzare «grattacieli che poi non hanno sostanza». Però giustamente aggiunge: «Siamo troppo giovani per non riprovare».

In cucina Mellino promette continuità, ma non immobilità. Il Mediterraneo resterà il riferimento, con materie prime sottoposte a trasformazioni ridotte al necessario. Porteranno avanti la filosofia del ristorante di Nerano e non potrebbe essere diversamente perché i «Quattro Passi siamo noi», dice. Più avanti torneranno anche i lievitati.

ROMEO Massa Lubrense è a sua volta un progetto ambizioso. Firmato dall’architetto giapponese Kengo Kuma, avrà 63 camere e suite, ville indipendenti, un secondo ristorante, tre bar, spa, beach club e un fiordo privato affacciato su Capri. La cucina ha un peso importante nel progetto alberghiero del gruppo: per i ROMEO di Napoli e Roma si è deciso di collaborare con Alain Ducasse, il celeberrimo chef francese pluristellato, che ne firma l’offerta gastronomica. A Massa Lubrense la scelta è diversa: Quattro Passi è nato nel 1983 a Nerano con Antonio Mellino e in oltre quarant’anni ha contribuito a dare forma e valore gastronomico alla cucina e agli ingredienti di questo tratto di Campania, fino alle tre stelle Michelin conquistate dalla seconda generazione, con Fabrizio in cucina e Raffaele in sala.

Raffaele Mellino

Per i Mellino è anche un cambio di scala. «Da realtà familiare a realtà manageriale», sintetizza Raffaele. E la divisione dei ruoli costruita negli anni al Quattro Passi si trasferisce ora nel Gruppo Romeo: Fabrizio entra come Executive Chef, con la responsabilità della cucina, Raffaele come F&B Manager, alla guida dell’offerta food & beverage. Due incarichi che vanno dunque oltre il ristorante e li coinvolgono direttamente nel progetto gastronomico del resort.

Massa Lubrense sarà però soltanto il primo passo. L’accordo prevede infatti lo sviluppo futuro di Quattro Passi in Italia e all’estero, anche se per ora non vengono indicate né destinazioni né tempi. È il passaggio forse più delicato: far viaggiare un ristorante cresciuto per più di quattro decenni in pochi chilometri di costa, mantenendone riconoscibili cucina e carattere.