Romeo Roma, arte contemporanea, design e alta gastronomia a due passi da Piazza del Popolo

È già passato più di un anno dall’inaugurazione. Nulla, in confronto ai dieci che sono stati necessari per la complessa, sfibrante ristrutturazione in costante colloquio con le Belle Arti. L’Hotel Romeo Roma, nel cuore della città, a pochi passi da Piazza del Popolo, si sta affermando come destinazione leisure e gastronomica (qui officia l’alta cucina di Alain Ducasse) conciliando  secoli di storia e visionario design.

L’hotel comprende un antico palazzo secentesco appartenuto ad una storica famiglia gentilizia (l’unica alla quale, in via di Ripetta, fu consentito di costruire un balcone affacciato sulla strada) e ale moderne cui Zara Hadid nell’ultimo progetto che porta la sua firma prima della prematura scomparsa, ha impresso la propria inimitabile impronta. Così lo storico Palazzo Capponi, con i suoi scaloni e mirabili affreschi, dialoga con le forme sinuose e i materiali tecnici della grande architetta anglo-irachena.

Marmi lucenti intrecciati a legni corvini, arte contemporanea e reperti antichi: tutto si parla e rimbalza in un’atmosfera unica che trasmette anche le passioni del proprietario della catena alberghiera, l’avvocato Alfredo Romeo.

La storia dell’edificio è già di per sé romanzesca. Il palazzo nacque nel XVI secolo come dimora della famiglia nobiliare Serroberti-Capponi, per poi cambiare più volte destinazione: dopo essere stata per secoli dimora nobiliare, è stata anche adibita ad uffici pubblici nel dopoguerra e utilizzata come sede della rivista dei gesuiti Civiltà Cattolica.

Il lungo restauro avviato dalla nuova proprietà è stato più volte interrotto dalla scoperta di resti archeologici romani che hanno imposto ulteriori studi e interventi di conservazione e dato luogo a scelte architettoniche inattese.

La piscina della spa ad esempio, ha un fondo trasparente che porta alla luce antichi reperti romani ritrovati sotto il palazzo. La filosofia del progetto sposa dunque un’idea quasi naturale per Roma, visto che la città stessa è costruita per strati, come un palinsesto architettonico. 

All’interno le linee curve tipiche dell’architettura di Hadid si sposano con materiali di pregio: ebano Macassar, marmo Nero Marquina, marmo di Carrara, noce Canaletto, per i quali si sono dovute studiare tecniche di modellatura speciali. Tra i corridoi e le sale si affollano opere di artisti contemporanei come Mimmo Paladino, Francesco Clemente e Mario Schifano. Una scenica fontana a parete accoglie lo sguardo di chi incede nella lobby. 

Punto di forza l’offerta gastronomica. L’hotel ospita il Ristorante Alain Ducasse Roma – aperto anche agli ospiti esterni – l’avamposto italiano del grande chef francese, i cui menu degustazione esaltano con tecnica d’Oltralpe gli ingredienti stagionali locali. 

Un plauso speciale merita la prima colazione, ovviamente alla carta, che propone tra le altre un’inedita versione dell’uovo “come una carbonara”, coperto da un velo croccante di guanciale, e la soave Fontainebleau, composta di frutta di stagione con yogurt montato.