Oggi sono 90 anni. Quasi un secolo di dolcezza, precisione, impegno e identità. La Pasticceria Ignazio Barone a Linguaglossa è testimone di un’artigianalità d’eccellenza che riempie occhi e cuore. Riporto qui le parole dell’amico Andrea Cerra, a cui devo i miei primi gustosi assaggi… Auguri!
Sentire il profumo della propria terra. Vivere questa esperienza sull’Etna significa anche assaporare il gusto dei prodotti creati con le primizie del territorio, come ben sa mastro Nino Berizia, che con la moglie Rosaria Barone e i figli, Oriana e Simone, prosegue una tradizione lunga novant’anni.

Dal 1936 a Linguaglossa, per volontà della famiglia Barone, nasce la Pasticceria “Ignazio Barone”. Ignazio aveva imparato l’arte pasticcera nella vicina Jonia di Franco Battiato (ora Giarre e Riposto), lavorando presso “Donna Susanna”, grande maestra pasticcera della zona jonica-etnea. La Pasticceria Barone è ancor’oggi uno scrigno di “cosi duci” come lo immaginiamo nei cunti che appartengono ai ricordi tramandati.

Elemento essenziale: la nocciola etnea. Prodotto di pregio, lavorato sapientemente tra Linguaglossa, Castiglione, Sant’Alfio e altri borghi. Questa pianta “autoctona”, introdotta si pensa al tempodelle invasioni saracene, ha trovato alle pendici del vulcanoil giusto equilibrio per germogliare e offrire i suoi frutti.
La nocciola cresce tra i terreni fertili che ruba alla lava delle pendici etnee, profumandosi dell’intenso aroma di ginestra dal carattere forte e deciso, ma amabile e delicato al palato.
L’estro dei pasticceri Barone diede vita nel 1978 alla “Pasta di Nocciola” che assieme ai “baci” e ai “torroncini” sono delle prelibatezze che ci offrono i sapori di una volta, quando la libertà di creder nel domani si misurava anzitutto col lavoro delle nostre mani.