Mena 50 Best: vince un ristorante egiziano (e c’è anche un po’ d’Italia)

È egiziano, all’ombra delle Piramidi, il miglior ristorante del Medio Oriente secondo Middle East & North Africa’s 50 Best, la branca regionale della potente classifica mondiale della gastronomia. Si chiama Khufu’s, è a Giza e parla anche italiano perché il proprietario è Giovanni Bolandrini, in Egitto da 25 anni, a capo di una catena con diversi ristoranti nel paese e in società con il magnate Nassef Sawiris.

“Abbiamo voluto dare dignità e visibilità alla tradizione culinaria egiziana – spiega entusiasta Bolandrini – interpretando i piatti attraverso una lente moderna”. In uno dei luoghi più iconici al mondo Khufu’s, con i suoi 500 pasti serviti al giorno, sta creando i canoni della gastronomia egiziana contemporanea, e si pone l’obiettivo ambizioso di definire le fondamenta di un’identità culinaria egiziana moderna.

Lo chef Mostafa Seif recupera con orgoglio ingredienti e ricette della regione rurale del Nilo, riuscendo a proporli in una veste facilmente interpretabile anche dagli ospiti stranieri (imbattibili i suoi falafel). 

La vittoria del ristorante cariota ha sorpreso più di uno nella sala del sontuoso Emirates Palace Mandarin di Abu Dhabi che ha ospitato la cerimonia di premiazione. Si immaginava infatti una gara a due, tutta su Dubai, tra Orfali Bros – vincitore delle tre passate edizioni – e Trèsind Studio, il tristellato indiano, giusto la sera prima premiato come ristorante dell’anno da Gault&Millau UAE. Invece il secondo posto è andato a Kinoya, sempre a Dubai, Trèsind Studio è terzo e Orfali Bros è sceso al quarto posto. Il Beihouse di Beirut completa la top five, aggiudicandosi l’Highest New Entry Award.

La lista ha visto numerose new entry, anche salite in posizioni molto alte, e pur confermando il primato degli Emirati Arabi con 25 ristoranti, molti dei quali a Dubai, ha visto crescere la presenza di altre destinazioni, in particolare Il Cairo, Marrakech, Amman e Beirut.

Da tenere d’occhio l’Arabia Saudita, che si profila come prossima meta gastronomica della regione. Kuuru (n. 6) è stato nominato Miglior Ristorante del Paese per il 2026.

Il suggestivo e storico locale di Marrakech La Grande Table Marocaine (n. 19) ha vinto l’Art of Hospitality Award. Ma la città ha visto in lista anche Le Petit Cornichon (n. 21), Sesamo dei fratelli Alajmo (n. 24), +61 (n. 31) e Farmers (n. 49), vincitore del Sustainable Restaurant Award.

Cresce anche la presenza della cucina giordana, con Shams El Balad (n. 26), Alee (n. 28) e Dara Dining by Sara Aqel (n. 30): Sara, talentuosa giovane cuoca impegnata nelle valorizzazione degli ingredienti locali, ha ottenuto il MENA’s Best Female Chef Award,

Uno dei premi più significativi, quello deciso dai voti dei colleghi chef, è andato a Himanshu Saini di Trèsind Studio. A Saini, che ha saputo negli anni portare la cucina indiana sul palcoscenico dell’alta gastronomia ed è stato il primo cuoco al mondo a ricevere tre stelle Michelin proponendo piatti della tradizione culinaria del sub-continente, è stata riconosciuta una visione pionieristica nella ridefinizione della cucina indiana moderna con un “profondo impatto sulla scena gastronomica della regione”.

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