Pepe, il nuovo format di Langosteria, porta la grande cucina italiana alla “barra”

Per la prima volta Langosteria si affida a un grande chef. Sarebbe una notizia, perché Enrico Buonocore, ceo e founder del gruppo di ristorazione di maggior successo in Italia, ha sempre rivendicato la scelta di puntare sulla forza del brand e del progetto invece che su nomi noti dell’alta cucina. Una scelta che si è dimostrata vincente.

E infatti tecnicamente tutto resta così, perché Luca Fantin, talentuosissimo cuoco italiano con una decennale esperienza in Giappone alla guida del ristorante a suo nome presso Bulgari, acquisisce sì il ruolo di Corporate Executive Chef, ma del nuovo format ideato dal funambolico Buonocore: Pepe, una proposta di piatti in condivisione alla “barra”, dedicata a celebrare l’anima della cucina italiana intorno a un bancone.

Pepe ha aperto in questi giorni all’interno di Palazzo Lancia, in Montenapoleone a Milano, dove il Gruppo è già presente con Langosteria e l’Ally’s Bar. «Volevo creare un vero e proprio spettacolo per gli ospiti: uno show con vista su Milano, una cucina diretta che esalta la qualità della materia prima e l’arte della cucina all’italiana. Il nome Pepe è nato immaginando il nostro cliente tipo, un viaggiatore appassionato, un ospite internazionale che ama l’atmosfera conviviale della barra e la dinamicità implicita dell’esperienza della cucina dal vivo» racconta Buonocore, glissando sul fatto che molti alla notizia dell’apertura avessero pensato a un coinvolgimento del più noto pizzaiolo nazionale.

Il ristorante è molto bello. E giustamente – essendo nel cuore del Quadrilatero – ha un’allure di lusso “internazionale” che fa sentire subito a proprio agio i frequentatori della zona (il progetto di interior design è stato sviluppato dal team di Architettura di Fendi, che ha il proprio negozio nel palazzo). Il locale si sviluppa intorno a tre banconi, la barra appunto, che accolgono 36 ospiti di fronte a una cucina completamente a vista. Altri 16 posti sono disponibili nelle contro-barre e al bar. Noce massello, superfici in terracotta e marmi Alicante, a comporre un’accoglienza calda ed elegante.

La cucina di Pepe celebra l’Italia attraverso i suoi piatti più iconici. «Abbiamo lavorato sulla tecnica per alleggerire le ricette tradizionali, senza perdere in profondità – spiega Luca Fantin -. Volevamo piatti ancora più gustosi, ma anche più delicati. La nostra è una proposta chiara, immediata, con poche regole e nessuna pressione per l’ospite. Siamo tornati all’essenza della cucina italiana, al di là delle mode»

E quindi nel menu si trovano antipasti come Carciofi alla romana, Frittura di paranza, Sauté di frutti di mare in cataplana, Tartare di fassona alla Pepe, Le polpette fritte di vitello. Deliziosi i peperoni alla brace con salsa tonnata.

Tra i secondi un’ardita (ma delicata) Valdostana di vitello, mentre tra i primi primeggiano – si scusi il gioco di parole – le Tagliatelle Giallo a Milano, con burro, parmigiano e zafferano di Navelli.

E poi pizze al tegamino, una selezione di formaggi e salumi e dessert che profumano di casa, come Riso al latte e vaniglia o Bonet al cioccolato con amaretti.

Per Fantin Pepe – Barra Italiana rappresenta un ritorno in Italia e un nuovo modo di concepire l’esperienza al ristorante. Come Corporate Executive Chef guiderà anche le future aperture italiane e internazionali del brand.

Pepe sarà aperto tutti i giorni a pranzo e a cena. Restaurant Manager Manuel Panni, Executive Chef Francesco Caioni, dessert firmati dal Corporate Pastry Chef Daniele Bonzi, mentre la selezione dei vini è curata dalla Corporate Wine Manager Valentina Bertini. I drink del bar, che offre anche una cospicua selezione di amari, sono a cura del Bar Manager Stefano Agostino.

Langosteria, fondata nel 2007 da Enrico Buonocore, ha ristoranti a Milano, Parigi, Paraggi e St Moritz, con prossime aperture a Londra e Porto Cervo.