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Vino: il DNA del vitigno contro le contraffazioni

Se ci fosse già stata in uso la tecnica che verra' presentata domani al congresso degli enologi di Orvieto il Brunello di Montalcino non avrebbe subito il blocco all'export da parte degli Usa con l'accusa di frode. Infatti sarà possibile determinare con precisione il DNA del vitigno a partire dal vino in bottiglia: insomma se dall'analisi non si verifica che si è di fronte a un Sangiovese 100% non si potrá spacciare un vino che ha subito qualche magheggio per un vero, prezioso Brunello. E questo varrà ovviamente per tutti i vitigni, una volta che saranno interamente mappati. Un'arma in più per i nostri produttori anche sui mercati esteri, dove spesso è difficile difendersi dalle contraffazioni. Più informazioni da domani online www.ilsole24ore/nova, dove si troverà anche uno stralcio della relazione di presentazione della nuova tecnologia.

  • franco ferri |

    Invece di “Brunello” si potrebbe parlare e indagare sui vini “ad usum populi” assai meno vip o nobili. Io il brunello di montalcino non lo compro mai e mai lo comprerò perchè costa un occhio della testa, compro sempre i vini “da pasto” in tetra brik che costano intorno ai € 1,00/1,40 ( se volete vi dico le marche ).
    Perchè non parlare di questi???

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