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Perchè le grandi aste snobbano i vini italiani

Jonh Kapon, presidente e brillante battitore di Acker Merral & Condit, una delle principali case d'aste che trattato vini, non ha mezze misure. Le etichette che possono fare business nelle aste milionarie e affollatissime del mercato asiatico? Al 99,9% vengono da Bordeaux, Borgogna a Champagne.

Perchè? Questione di allure, ma non solo. Secondo gli esperti i vini italiani restano al palo perché non hanno un mercato secondario, mancano continuità e grandi numeri. Eppure Lafite, che lo scorso anno ad Hong Kong ha strappato 234mila dollari per un'etichetta del 1869, non produce più di 240mila bottiglie l'anno.