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Grom a Unilever: davvero non c’erano alternative?

“Riteniamo che Unilever, con la quale condividiamo valori fondamentali, come la cura della qualità e della filiera agricola, sia il partner giusto per fare un ulteriore passo in avanti, e portare così il nostro brand ed i nostri prodotti in nuovi paesi”.

Cosi Federico Grom – fondatore con l’amico Guido Martinetti della fortunata catena di gelaterie – commenta la “collaborazione” con Unilever (in questo modo nel comunicato di Grom si definisce quella che più correttamente la multinazionale chiama acquisizione).

E così Algida si mangia “il gelato come una volta” che ha fatto dell’artigianalità e delle materie prime d’eccellenza il proprio mantra. Che dire? I due fondatori resteranno alla guida dell’azienda. Unilever ha risorse e know how per continuare lo sviluppo sui mercati esteri.

Mi sbaglierò, ma a me la notizia non fa piacere. Illy, ha il 2,5% di Grom. Possibile che l’unica strada per continuare a crescere fosse la cessione alla multinazionale? Dopo l’ingresso in Eataly la Tip di Tamburi non poteva magari interessarsi anche ai gelati ad alto tasso di correttezza gastronomica made in Turin?

  • Maurizio |

    Il problema è capire se si vuole un azienda che funzioni o un azienda con debiti.Se le aziende italiane hanno le capacità di far funzionare le stesse ben venga , altrimenti inutile perdere occupazione.Se lo stato è grado di dare una mano nei limiti della Ue sarebbe utile.

  • Piergiorgio |

    Concordo. C’erano diverse alternative. Eataly stessa poteva essere della partita. Oppure il Fondo d’invenstimento della CDP.

  • Toti |

    Prendi i soldi e scappa,questo mi sembra essere il principio di alcuni imprenditori che recentemente hanno venduto la propria azienda.

  • massimo Fabbri |

    Sono un imprenditore e faccio del made in italy la base di tutta la mia attività. ….questo biondino che e’ stato inviato a trasmissioni tv….è ‘ il risultato peggiore dell’imprenditoria di oggi personaggi che mirano solo al risultato è successo economico come i figli dei Pratesi che hanno svenduto le proprie aziende ai cinesi figli di papà parassiti delle proprie aziende dove i dipendenti dopo essere stati sfruttati in ambienti di lavoro pazzeschi sono stati fatti fuori da vendite per arricchire i propri portafogli che comunque un giorno sicuramente nelle maggiori casi rimarranno vuoti….il biondino e ‘ uno di questi……ha fatto qualcosa ma solo per il proprio portafoglio ……sicuramente sarà felice di essere anche un un parassita. …sfruttare il momento è non creare niente è il loro motto……che imprenditori! !!

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