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Se il cuoco deve rinunciare al foie gras per le minacce dei vegani

Questa volta si è forse proprio passato il segno. Un cuoco inglese, Mark Dixon di Norfolk, ha dovuto bandire il foie gras dal suo menù per le continue minacce telefoniche ricevute (in molti casi da parte di vegani o presunti tali). In particolare era sotto accusa il menù per San Valentino. Anche i dipendenti di Dixon hanno ricevuto diverse chiamate in cui si annunciavano pure picchetti e manifestazioni per impedire ad eventuali avventori di entrare nel ristorante sabato e domenica scorsi.

Pare che non si sia arrivati a tanto solo perché il malcapitato Dixon alla fine ha ripiegato su un più tranquillo paté di fegato di pollo…

  • Emanuela Morelli |

    Sono dalla parte delle oche…e anche degli altri animali.
    Sono esseri viventi e dobbiamo loro rispetto;sentono dolore come noi e subiscono torture indicibili.
    Anche mia figlia è vegan e scrive libri di cucina vegana;adoro i suoi piatti e, se posso, cerco ogni giorno di nutrirmi seguendo i suoi consigli.In questo modo evito, oltre ai grassi animali, anche lo zucchero bianco, la farina raffinata etc.(è appena uscito “Veggy hour” Alice Savorelli,ed.RED,guardi se le piace)
    Saluti
    Una lettrice de il sole24 ore

  • Elisa Scacco |

    Ma scusi, che diritto sarebbe il foie gras? Mi ricorda il diritto ad avere uno schiavo personale…il diritto di sfruttare ed uccidere altrui vite per puro piacere personale… per quanto mi riguarda, il foie gras ed il paté di pollo sono sullo stesso piano…ma il metodo di produzione così cruento del primo dovrebbe indignare parecchio..ed invece ci si indigna per la mancanza di libertà di espressione del cuoco…magari le minacce non sono il massimo della delicatezza ma non mi sembra ci si preoccupi di essere delicati con gli animali, anzi!!!

  • alberto.r |

    gent.ma Fernanda, forse il segno da Lei indicato lo passano QUOTIDIANAMENTE i produttori e i consumatori di tali ottuse, anacronistiche, barbare e medioevali abitudini alimentari …

  • Antonio Berlingozzi |

    E’ si concordo con lei che si è veramente passato il segno.
    Quando un modo di vivere del tutto rispettabile e in certi casi anche condivisibile, diventa integralista e “talebano”, io comincio a preoccuparmi e ad avere paura. Il passo psicologico fra le minacce al cuoco e la distruzione di Palmira è breve!
    Mi scusi se sono così pessimista, ma vedo un’enorme minaccia alla nostra cultura!
    Cordialmente,
    Antonio

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