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Coop sale in Eataly che oggi vale quasi un miliardo

Il gruppo fondato da Oscar Farinetti, che continua ad aprire nuovi punti vendita all’estero (a breve la seconda sede newyorkese), secondo quanto emerge dai documenti consultati da Radiocor Plus, nei giorni scorsi ha tenuto l’assemblea della società e deliberato l’ingresso nella compagine sociale di Coop Alleanza 3.0, la cooperativa nata dalla fusione fra Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest.

</span></figure></a> Il presidente Eataly Oscar Farinetti, durante la conferenza stampa di presentazione di Acea e Eataly per la sigla dell’accordo “Valorizzare l’acqua”. Roma 28 gennaio 2014 ANSA/ANGELO CARCONI
Il presidente Eataly Oscar Farinetti, durante la conferenza stampa di presentazione di Acea e Eataly per la sigla dell’accordo “Valorizzare l’acqua”. Roma 28 gennaio 2014 ANSA/ANGELO CARCONI

Coop Alleanza 3.0 avrà una quota dell’1,3%. L’ingresso nel capitale avverrà attraverso un aumento di capitale riservato (da 40mila euro a 40.526,85 euro) realizzato con il conferimento in Eataly dell’8% detenuto dalla cooperativa in Eataly Distribuzione, a sua volta controllata al 60% dalla stessa Eataly. L’operazione consente a Coop Alleanza di risalire nella catena di controllo del gruppo attivo nelle eccellenze alimentari italiane pur conservando una quota del 5,3% anche in Eataly Distribuzione.

Indirettamente ne esce la nuova valutazione di mercato del gruppo. L’8% di Eataly Distribuzione è stato valutato 10 milioni di euro e ha consentito alla Coop di ottenere l’1,3% di Eataly portando a una valutazione del gruppo alimentare di 770 milioni di euro, circa. La stessa assemblea, tuttavia, dopo aver deliberato l’ingresso di Alleanza Coop, ha deciso di aumentare il capitale sociale da 40.526,85 euro a 50mila euro mediante l’utilizzo di riserve. Dunque Eataly viene ormai valorizzata circa un miliardo di euro, 950 milioni di euro per la precisione. Nel 2014, Tamburi, attraversi Clubitaly, aveva acquistato il 20% per 120 milioni per una valorizzazione complessiva di 600 milioni. In poco più di due anni, la valutazione del gruppo è quindi salita di circa un terzo.