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I diritti Lgbt? Passano anche dalla glassa della torta

Una pasticceria a Belfast è stata condannata dal tribunale per aver rifiutato di preparare una torta “pro-unioni gay”. I proprietari, cristiani evangelici, avevano risposto picche alla richiesta di un cliente che voleva una torta con la scritta ‘Support gay marriage’ e l’immagine di due protagonisti di una nota serie televisiva.

I giudici nord-irlandesi (che hanno condannato i pasticceri anche in appello) hanno rilevato che la torta non indica adesione al concetto: chi prepara un dolce a tema Halloween con l’immagine di una strega non per questo sostiene la stregoneria…

Il caso ha sollevato una moltitudine di polemiche, anche fuori dall’Irlanda, e sono stati tirati in ballo diritti costituzionali e religiosi. Non ci si stupisce più di nulla, ma era difficile immaginare che i diritti Lgbt passassero anche dal bancone dei dolci…

  • dawnraptor |

    Premetto che io sono a favore del riconoscimento dei diritti di TUTTI. Ma, proprio per questo, mi domando quale sia la legislazione anglosassone in merito alle pasticcerie ed esercizi simili. Una pasticceria non è un bar, che è costretto a servire tutti, a prescindere da razza, religione e orientamento sessuale.
    Io non me la sento di condannare al 100% un pasticcere che rifiuti di decorare una torta in modo contrario al suo sentire. Una cosa è rifiutarsi di celebrare un’unione, altra cosa è non voler realizzare un disegno propagandistico su una torta. La pasticceria non rifiuta di servire il cliente, ma non vuole realizzare una specifica decorazione. Ora: se il pasticcere è obbligato per legge a decorare come richiede il cliente, nei limiti della legge e della decenza, allora ha torto. E pare che sia così, però secondo me non è una vittoria di cui gioire.
    Sarà anche vero che fare una torta non implica adesione al concetto, ma un pasticcere evangelico magari si vergogna di mandare in giro una torta così con la carta della sua pasticceria. A prescindere dal fatto che non ci sia nulla di cui vergognarsi. E stiamo parlando di Belfast, dove le pasticcerie sicuramente abbondano, non si può dire che fosse l’unica nel giro di 100 km e i clienti fossero costretti ad andare lì o rinunciare.
    Sono sempre in prima fila ad appoggiare i diritti Lgbt, ma in questo caso specifico resto un po’ tentennante. Non vorrei che, per garantiri i diritti a chi non li ha, si finisse per calpestare un po’ quelli degli altri.
    E ora, linciatemi pure. 😉

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