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L’Espresso premia le donne, Pommery la Lasagna di Berton

Due donne ai vertici, Valentina Bertini (Terrazza Gallia) e Chiara Pavan (Venissa), rispettivamente miglior  sommellier e miglior cuoca dell’anno. Due new entry nell’empireo dei cinque cappelli: il neo tristellato Norbert Niederkofler del St. Hubertus e Riccardo Camanini di Lido 84. Che vanno ad aggiungersi agli altri splendidi cinque: Bottura, Romito, Crippa, Alajmo e Uliassi. Queste le novità della Guida Espresso 2019 presentata stamattina a Firenze.

marco-scarpa-berton_05mag20178330Miglior pranzo dell’anno per la terza volta di seguito all’Osteria Francescana di Modena. Miglior piatto dell’anno, il premio assegnato dalla Maison Vranken-Pommery, alla Lasagna di piccione di Andrea Berton. Il cuoco lo ha ricevuto dalle mani di Mimma Posca, ad Vranken-Pommery Italia, sul palco del teatro del Maggio Fiorentino dove si è svolta la presentazione: un molto invidiato Jeroboam di Cuvée Louise Grand Cru 1995, con etichetta speciale dedicata. Poi di corsa al Four Season dove Berton – con la collaborazione della squadra del resident chef Vito Mollica – ha servito il suo piatto a un ristretto gruppo di fortunati.

Un pranzo gourmand avviato dagli scampi con funghi del padrone di casa, seguiti dal “Risotto dell’anno” (con anice stellato e polvere di cavolo nero) di Antonio Guida del ristorante Seta, premiato da Riso Scotti.

esternoNei bicchieri generosi, ovviamente, Pommery: dall’Apanage Blanc de Blancs (100% Chardonnay, selezione di 17 Crus della Champagne) alla Cuvée Louise Nature 2004.

Alla fine – innumerevoli gli altri premi assegnati – non si può che concordare con il direttore della Guida Enzo Vizzari secondo il quale “oggi in Italia è quasi impossibile mangiare male, stiamo vivendo un momento straordinario. I nostri migliori cuochi creano e innovano ma partono sempre e rigorosamente dalla valorizzazione dell’eccellenza dei prodotti nazionali”.

“I gourmet di tutto il mondo vogliono masticare la magia dei vari territori italiani ed è quello che sta esprimendo questa generazione di nuovi cuochi: cercare di portare il meglio del passato nel futuro”, chiosa Massimo Bottura. That’s it.