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Nel nuovo locale di Heston Blumenthal a Londra, assaggiando le ricette di Enrico VIII

Sono stata da Dinner, il nuovo locale di Heston Blumenthal

Heston Blumenthal
Devo ringraziare un amico, che è riuscito miracolosamente a trovarmi un tavolo, perché il ristorante è fully booked per i prossimi tre mesi: in ogni caso abbiamo dovuto metterci a tavola alle 18.45, dopo era impossibile. Non siamo ancora al bagarinaggio, ma il culto per il cerebrale tristellato inglese è tale che c’è chi addirittura è riuscito a vendere su Ebay la propria prenotazione.
Comunque vale la pena. Scordatevi il Fat Duck, il locale storico di Blumenthal, con le sue sperimentazioni ardite (e la sua angustia). Qui Adam Thiany, la firma dei più bei ristoranti in giro per il mondo, ha creato un luogo confortevole, elegante e non pretenzioso. La cucina è a vista (resterete ipnotizzati dal girarrosto per gli ananas), i colori chiari e i tavoli sufficientemente distanziati per non essere tentati di partecipare alle conversazioni dei vicini. Tutti i piatti proposti si riferiscono a ricette dei secoli passati, dal riso con carne cucinato alla corte di Riccardo II nel 1390,  al Tispy Cake con cui gli inglesi riuscirono a dare degna utilizzazione all’ananas importato dai Caraibi alla fine del 1600.
Il piatto culto è la Meat Fruit, un fiero precursore degli inganni vivisi di cui Blumenthal è maestro. All’apparenza è un perfetto mandarino, con tanto di fogliette. Ma il cuore è goloso: un paté di pollo e foie gras ricoperto da una gelatina all’agrume. Assolutamente irresistibile.

 

Meat_fruit_HIGH_RES #CC9D86

  • Smithf237 |

    Very interesting topic, appreciate it for putting up. ceddkafagbcgefff

  • fernanda |

    @giacomo e @sasha, Dinner è piuttosto accessibile come prezzi. antipasti da 12,50 sterline a 16; main course da 20 a 32; la golosa Tipsy Cake a 10 sterline

  • Giacomo |

    Rimango affascinato dalla passione degli inglesi per l’alta cucina, considerando quanto sia bassa quella che si propinano quotidianamente. Credo che nessuno delle miglaia di studenti che ogni anno si recano a studiare oltremanica abbia idea di cosa si può mangiare nello stesso Paese che ha dato i natali al porridge, all’orange squash da colazione al sacco e ai sandwich di pan carré riempito di una fetta di sostanza rosa con riflessi metallescenti viola e verdi e una cosa giallastra dalla consistensa gommosa (molti ritengono sia una guarnizione, ma non nel senso culinario di abbellimento del piatto, ma in quello idraulico di materiale che impedisce la perdita di liquidi) e poi ammosciato nella pellicola trasparente (la ricetta è proprio questa).
    Ciò che mi colpisce della recensione, però, è il riso con carne cucinato alla corte di Riccardo II nel 1390: quanto ne avevano preparato quella sera? e poi, che concetto avevano (e soprattutto hanno) i sudditi di Sua Maestà della data di scadenza?
    In ogni caso, grazie Fernanda per le opportunità di aumentare i gradi dell’orizzonte ristoratore che ho, ma una curiosità mi rimane seriamente: quanto si paga per godere della sublime abilità creativa di Heston Blumenthal? E siamo sicuri che se prenoto oggi, nei prossimi tre mesi il tristellato non ricominci a usare gli ananas come grattugia per il pane raffermo, come acconciatura da sera per cani calvi o come orecchini da cocktail (che poi erano i modi in cui gli inglesi li usavano fino all’invenzione della Tispy Cake nel tardo 1600)?

  • rosa |

    …un sogno ;-))

  • sasha carnevali |

    spesa?

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