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Tassa sul junk food? Purché non sia sul vino, dice il ministro

Intervenendo oggi all'inaugurazione del Vinitaly il ministro per le politiche agricole Mario Catania ha parlato di regole europee (non ci faremo danneggiare dalla revisione del diritto di impianto), Imu agricola (stiamo ragionando con i tecnici dell'Economia per evitare che l'imposta strozzi le aziende agricole) e Ogm (consumatori e produttori hanno espresso chiaramente la loro contrarietà e ne va tenuto conto, senza per questo bloccare la ricerca). Ma ha anche lanciato una piccola stoccata al collega della Salute Balduzzi che sostiene la necessità di tassare il junk food. Il ministro ha pensato a una tassa di scopo, simile a quella applicata in Francia, per finanziare l'edilizia sanitaria. Forte dei numeri: in Italia ci sono oltre 5 milioni di obesi con un costo sanitario calcolato in 8 miliardi. E con un triste primato europeo nell'obesità infantile, nella fascia tra i 6 e i 9 anni. E così mentre a New York il sindaco Bloomberg ha varato la soda tax contro le bibite gassate, Belduzzi pensa a una tassa che andrebbe a colpire innanzi tutto i consumi di alcol. Ma Catania ha dato l'altolà: nessuno deve immaginare di far rientrare nella categoria il vino. E ha messo in guardia sulla difficoltà (anzi l'impossibilità) di declinare questa classifica dei cibi dannosi. Secondo quali criteri? Decisi da chi? Molto meglio, ha detto, investire sull'educazione alimentare. Come dargli torto?