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La piadina romagnola conquista l’Igp

Ci sono voluti dieci anni ma finalmente la piadina romagnola ha ottenuto l'Igp (indicazione geografica protetta).  Forse ci libereremo delle brutte copie che imperversano su ogni bancone di bar o almeno accostandoci a quei panini stopposi saremo consapevoli della distanza che ci separa dalla vera piada, friabile e saporita.

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Il disciplinare prevede rigorosa lavorazione manuale dell'impasto, fatto di grano tenero, acqua, sale (non più di 25 grammi) e grassi (accettati olio d'oliva, extravergine o strutto) fino a 250 grammi. Il territorio riconosciuto sono le province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e in parte Bologna. Pare rimanga libertà di scelta sullo spessore: piadina più o meno sottile a seconda della zona, credo che il record sia a Rimini con uno spessore millimetrico…

  • carl |

    Beh, 25 gr di sale mi sa che è un errore di stampa..Solo a leggere la q.tà uno già diventa iperteso..:o)
    Comunque col mercato non c’è niente da fare.. Se in Italia arriva il pane delocalizzato, arriverà anche la piadina..
    Carl

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