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L’olio della discordia

Oliera
Così come nelle grandi decisioni sulla tenuta dei conti pubblici europei e austerity, anche per le bottiglie di olio sui tavoli dei ristoranti pare che la parola decisiva sia arrivata da Berlino. "La Commissione europea dovrebbe interessarsi di importanti progetti futuri che hanno effetto sulla vita delle persone e non di bottiglie d'olio al ristorante" ha detto il ministro tedesco Ilse Aigner. Qualcuno potrebbe ribattere che la salute dei cibi che ingeriamo ha sicuramente effetto sulla vita delle persone, ma di certo la Commissione Ue ha altro, ben più di peso,  su cui impegnarsi.

E così è scattato il dietrofront. Niente più divieto ai ristoratori di mettere sui tavoli le oliere. Detto questo, la lobby dei produttori d'olio d'oliva mediterranei (Spagna, Italia e Grecia) bene fa a insistere sulla necessità di mettere al sicuro il consumatore dalle frodi – purtroppo spesso perpetrate da alcuni scorretti produttori dei succitati paesi. Anche se… chi ci assicura che le bottigliette con etichetta posate sui tavoli per accompagnare uno stuzzichino non verrebbero disinvoltamente riempite con olio taroccato?

Come sempre vale la correttezza dei ristoratori. Chi usa olio fasullo passandolo per extra-vergine probabilmente usa mozzarelle scadenti al posto della bufala e spaccia palamita come tonno pinna gialla. Dall'Unione europea ci si aspetta un'azione di educazione del consumatore e regole generali sulla salubrità degli alimenti. Alle truffe ci pensano i Nas.

  • carl |

    Beh, così come dei sedicenti economisti parlano, anzi parlavano.. di tasso “fisiologico” di disoccupazione(quando cioè era del 3-4 %) ora però grazie a crisi, politici, speculatori, economisti farlocchi e compagnia bella, il tasso è a due cifre..Ebbene anche il sociologo di turno potrebbe dire che una certa percentuale di frodi è da ritenere “fisiologica”, ma che in tempi di crisi anche il tasso di frosi e la propensione a frodare “crescono” e anch’esse “a macchia di leopardo”..

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