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La Cina beve meno whisky e champagne. Ma sempre più Prosecco

Sarà il rallentamento dell’economia, saranno le campagne del governo per moderare il consumo di beni di lusso, fatto sta che in Cina quest’anno si è bevuto meno champagne. E anche meno liquori. Lo ha dovuto constatare con rammarico il colosso degli spirits Pernod-Ricard. Il gruppo, secondo distillatore al mondo, ha annunciato un calo delle vendite di whisky nell’immenso mercato asiatico, dopo anni di crescite ruggenti. Per il marchio francese (che produce, tra gli altri il Chivas) il mercato cinese rappresenta il 14% del fatturato e una fetta ancor più consistente dei profitti.

Fatali sono state anche le misure anti-corruzione che hanno frenato bruscamente la consuetudine ai regali di rappresentanza, da cui deriva dal 10 al 15% delle vendite di Scotch e Cognac in Cina. Nella primavera scorsa le consegne ai ristoranti di qualità sono scese addirittura del 35% a Pechino e del 20% a Shanghai, lasciando presagire cupe prospettive per i prossimi mesi.

Ma non sono solo i superalcolici a soffrire, anche le vendite di champagne hanno registrato un calo. In questa situazione deprimente una nota di ottimismo arriva, fortunatamente, per l’Italia. A dispetto del rallentamento dei consumi, le vendite di Prosecco continuano a progredire. I cinesi adorano le bollicine venete e stanno imparando a distinguere e premiare la qualità.

Un alfiere del Prosecco in Asia è da sempre Gianluca Bisol, il produttore storico di Conegliano. L’azienda veneta, che esporta in oltre 60 Paesi, negli ultimi anni ha visto galoppare il fatturato nel Far East, dove ha chiuso il 2012 con un incremento del fatturato del 120%. “Bisogna insegnare ai cinesi ad apprezzare e capire il vino” ha sempre sostenuto Bisol. Ora ha occasione di mettere in pratica l’auspicio. La prossima settimana interverrà in due workshop, chiamato dall’Awsac (Asia Wine Service and Education Service) a Shanghai e Hong Kong a raccontare a sommelier ed appassionati cinesi il Prosecco Doc e il Valdobbiadene Superiore Docg. Due ore interamente dedicate a storia, cultura e peculiarità della denominazione.