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Google fa bene anche al vino, impariamo da Bordeaux

Quanto contano nel marketing del vino l’immagine, i luoghi, la storia dei marchi più antichi e prestigiosi? I francesi lo sanno bene, tanto che hanno fatto dei loro Chateaux l’epicentro della narrazione dei grandi cru. Sempre un passo avanti agli altri, oggi si alleano con Google, facendo entrare gli internauti all’interno delle loro storiche cantine, a curiosare mentre gli chef de cave scelgono l’impronta della prossima annata. Ma anche a far correre lo sguardo tra i vigneti o nelle austere sale delle maison.

È stato appena annunciato – scrive Decanter – un accordo tra diversi Chateaux di Bordeaux e Google Streetview, l’applicazione di Google Maps che ha messo in rete le immagini in 3D di milioni di chilometri di strade in 39 paesi e 3mila città dal suo debutto nel 2007. Il primo ad “andare online” è lo Catheau Lafon Rochet a Saint Estephe. Il prossimo mese l’iniziativa sarà estesa anche a Saint Emilion.

Potrebbe essere un’ottima idea da importare in Italia. Pensiamo alle grandi cantine toscane o piemontesi, ai vigneti sulle colline che accarezzano le ville venete, agli assolati bagli siciliani. Un assaggio di quanto potrebbe essere affascinante si è avuto ieri sera, sulla terrazza mozzafiato del Guggenheim di Venezia, dove la casa vinicola Allegrini ha riunito amici e appassionati di arte nell’ambito della partnership con il museo. Che recentemente ha portato i più prestigiosi vini dell’azienda veneta nella casa madre newyorchese all’inaugurazione della mostra di Turrell.

Le immagini delle tenute Allegrini che scorrevano ieri sera sugli schermi, con la magia della cinquecentesca Villa della Torre in Valpolicella, sono il più suggestivo biglietto da visita. Perché di vino al mondo se ne produce tanto, forse troppo, e solo riuscendo a legare il proprio marchio a un’esperienza emozionale, a trasferire la legacy della propria tradizione e il legame intenso con il territorio si può avere la marcia in più necessaria a vincere sui mercati globali.

 

  • carl |

    Rielaboro il commento rifiutato o represso..:o)
    Si mediatizzino pure tradizioni, vigneti, cantine e botti di rovere.. Ma anche per il vino, che di sicuro non sarebbe tanto nè troppo rispetto ai potenziali e saggi bevitori (di uno/due bicchieri al giorno pro capite..), il problema di fondo è la solvenza, il poterre d’acquisto..
    Per una casa magari ci si può arrivare anche ad indebitare (vedi USA e subprime..), ma per una bottiglia no..:o)
    Son cose ovvie? Certo.
    Il mondo economico è pieno zeppo di ovvietà..

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