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Chiquita e Burger King nel segno della delocalizzazione fiscale

Dopo Chiquita, che spera di porare in porto l’accordo con l’irlandese Fyffes e dribblare l’acquisizione brasiliana, un altro colosso del cibo Usa, Burger King fa un’acquisizione a scopo fiscale.

Una delle motivazioni all’acquisto della catena di caffetterie canadese Tim Hortons (per 11 miliardi di dollari) da parte di Burger King è infatti la possibilità di spostare oltreconfine – in territorio fiscalmente più amico – il proprio quartier generale. Così l’azienda non dovrà sottostare al regime di doppia esposizione sugli utili realizzati all’estero prevista dalla normativa statunitense.

Non sono solo i big di internet, quindi, a cercare scorciatoie fiscali. Anche in Europa la delocalizzazione tributaria è di gran lunga più accattivante di quella legata al costo del lavoro.