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Ma c’è bisogno del vino vegan?

Continuano ad aumentare le aziende del vino (anche molto blasonate) che si convertono a sistemi di coltivazione biologici, quando non biodinamici. Quest’anno Vinitaly ha riservato uno spazio ad hoc ai vini “green” e crescono le manifestazioni riservate a questi produttori, come Summa creata da Alois Lageder. Ma ora si sta superando anche questa frontiera. La novità sono i vini vegani (certificati con il marchio Qualità Vegetariana® Vegan). Al Vinitaly ne erano presenti una decina. I vegani possono bene vini che contengono esclusivamente sostanze di origine minerale: normalmente invece nelle fasi di vinificazione si utilizzano anche sostanze di origine animale come le proteine del latte e dell’uovo usate per la chiarificazione.

Non che io abbia qualcosa contro i vegani (qui un interessante scambio pro e contro la dieta vegana di due studiosi pubblicata su Food24) ma il vino vegan mi sembra quasi troppo. Come tutto quello che rischia di diventare più che altro un fenomeno di costume mi verrebbe di confinarlo per il momento nell’ampio recinto delle azzeccate operazioni di marketing.

  • Aurora |

    Si in effetti non è ben chiaro quali siano queste sostanze animali inserite nel vino,ne vengono citate alcune come parti dell’uovo,il lattosio,la colla ossea.Ho trovato questo articolo molto interessante,voglio condividerlo con voi
    http://www.prodottitipici.it/blog/2016/03/04/vini-vegani/27406/

  • LINO ERCO |

    Forse se dite che le sostanze di “origine animale” che vengono usate per la chiarificazione dei vini rossi è il sangue bovino fa un tantinino più effetto.

  • Melania |

    Ciao Fernanda,
    mi trovo assolutamente d’accordo con te.
    Ho scritto un articolo in proposito sul mio blog, se ti puo’ interessare.

    http://blog.giallozafferano.it/melybea/vino-vegano-oggi-insalata-vegana-domani/

    Ciao!

    Melania

  • filip |

    Assolutamente moda. Ma non andranno da nessuna parte.

  • Roberto |

    Io non mangio prodotti che provengono da animali, la mia non è moda, né senso di appartenenza a gruppi o cerchie. Se c’è un vino che non viene prodotto con questi prodotti lo preferisco, ovviamente. Cosa c’è di male? Che ci siano operazioni di marketing dietro ad un fine etico, è indubbio. Ma l’importante è il fine.

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