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Quel che dovremmo imparare dal governo basco (parlando di cucina)

I cuochi possono cambiare il mondo? Qualcuno pensa di si. Tra questi, sicuramente il governo basco. Non è un segreto che la regione basca abbia investito da tempo sull’alta gastronomia, ma il passo avanti compiuto con il Basque Culinary World Prize è indice di una lungimiranza da cui dovremmo prendere esempio. Il premio nasce quattro anni fa: viene assegnato dal Governo basco e dal Basque Culinary Center allo scopo di “celebrare l’impatto che può avere la gastronomia quando i cuochi usano la propria creatività, conoscenza, leadership e imprenditorialità per cambiare la società”. Tanto per fare un esempio, l’anno scorso il vincitore è stato lo chef scozzese Jock Zonfrillo che ha ottenuto il Basque Culinary World Prize per la difesa della cultura delle popolazioni indigene australiane e la salvaguardia della tradizione culinaria aborigena. Attraverso la fondazione Orana, Jock “ha portato alla ribalta la cucina indigena, stabilendo le rotte commerciali per i prodotti alimentari dei popoli aborigeni e documentando più di 1200 ingredienti autoctoni al fine di esplorare nuovi modi per utilizzarli”.

Nel 2017 il  premio è stato assegnato alla chef colombiana Leonor Espinosa.  La sua fondazione FunLeo promuove la “Gastronomia per lo sviluppo”: come ricordano i promotori del premio “attraverso i suoi ristoranti Leo e Misia a Bogotá, Leonor Espinosa rivendica il sapere ancestrale dei membri indigeni e afro-colombiani della popolazione della Colombia, inoltre, integra i diversi attori della catena alimentare in modo tale da collegare le conoscenze e le esigenze delle aree rurali con le opportunità e le istanze cittadine”.

Insomma, non solo abilità ai fornelli.

Il fatto veramente interessante è che il Basque Culinary World Prize non è una bella targa da mettere in mostra al ristorante: chi vince porta a casa 100.000 euro, da destinare a un progetto di sua scelta che esprima il potere di trasformazione della gastronomia.

Oggi si aprono le candidature per il premio 2019 destinato a uno chef d’avanguardia che abbia dunque  un impatto “oltre la cucina” in settori come la tecnologia, l’istruzione, l’ambiente, la salute, la produzione alimentare o lo sviluppo economico e sociale. 

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Da oggi al 15 maggio, i professionisti e le istituzioni della gastronomia potranno candidare gli chef che dimostrino come la gastronomia sia in grado di diventare un motore di cambiamento. Le candidature devono essere effettuate mediante il sito web del Basque Culinary World Prize:  www.basqueculinaryworldprize.com.

Il vincitore sarà selezionato tra i dieci finalisti dalla Giuria del Premio (composta dai più influenti chef del mondo) insieme ad accademici ed esperti internazionali e verrà annunciato in occasione di un evento ospitato dalla chef Dominique Crenn a San Francisco il 15 luglio 2019. La giuria di quest’anno sarà presieduta dallo chef Joan Roca (Spagna) e comprenderà, tra gli altri, Gastón Acurio (Perù), Ferran Adrià (Spagna), Massimo Bottura (Italia), Michel Bras (Francia), Yoshihiro Narisawa (Giappone) ed Enrique Olvera (Messico).

Tanto da imparare… Perché un paese come il nostro, capace di una cucina formidabile, con una tradizione insuperabile e materie prime per le quali la parola eccellenza non è un superlativo non riesce a pensare un po’ oltre?