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Convertita sulla via del delivery (e perché è difficile tornare indietro)

La mia personale conversione sulla via del delivery (d’autore) ha un nome e cognome: Giuseppe Iannotti. Non ho mai amato il delivery, diffidenza, pigrizia, disincanto… non so quale fosse il vero motivo. Dimostrando scarsa elasticità mi sono accontentata del mio disinteresse e non ho mai voluto fare una vera prova. Finchè è arrivato un enorme pacco da Telese. Io e Iannotti avevamo iniziato al calor bianco con una vivace discussione su un suo pranzo in trasferta meneghina molti anni fa (avevo addirittura definito “punitivo” il gusto di un suo piatto). Dopodichè ho avuto modo di andare al Krèsios e di ricredermi completamente.

Di qui la grande curiosità di provare il suo delivery che – essendo io in questo periodo in Monferrato – non può certo definirsi a chilometro zero…

A costo di rischiare il sarcasmo di chi censura la benevolente “vicinanza” dei giornalisti e critici enogastronomici con l’oggetto dei loro esercizi di scrittura, ammetto di essere stata conquistata. Innanzi tutto dall’eleganza del packaging, essenziale e seducente. E naturalmente dai piatti, divertenti e godibilissimi. Un po’ laboriosi per la presentazione finale, va detto, soprattutto per chi come me non ha tutta questa dimistichezza ai fornelli. Detto questo, una volta che il dado è tratto diventa difficile tornare indietro. Così mi ritrovo meno diffidente anche verso offerte “pronto-casa” meno ricche di suggestioni esotiche, meno Iannottesche…

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Se il pesce non vi piace 8PUS (questo il nome del delivery made in IannottiLab) non fa per voi. Se lo amate, tuffatevi in questo mare di golosità: sushi, ramen, Gyoza, riso con anguilla in salsa teriyaki di ‘nduja, lobster roll, al bao al vapore di ombrina e kimchi di scarola, hot-dog di salmone, hamburger di tonno, beagle di pesce spada e ceviche classico, fino al sushi à la Krèsios, o meglio Pesce e riso, come dice lo chef.

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Il Plateau Royale è in versione autarchica, rifacendosi agli storici antipasti di crudo italiani, con la tartare di ventresca, quella di tonno rosso o di ricciola, il gambero rosso crudo, gli scampi, il salmone, la capasanta. Senza dimenticare le conserve: anchoas, chipirones, cozze, cannolicchi, ventresca di tonno, olive ripiene, tonno in olio, polpo alla gallega, calamaro con il suo nero.

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Si ordina dal sito. La scelta si divide tra piatti pronti da gustare con il delivery e kit per un’esperienza da ricreare a casa. Nel primo caso un delivery semplice che porta a casa ostriche, sushi o conserve e pesce crudo, già condito e preparato, che necessita solo di cottura o la pasta con salse diverse. I kit, invece, prevedono un intero ‘home dinner’ menu a base di semi-preparati, spediti in tutta Italia entro 24-48 ore tramite corrieri esperti nel trasporto refrigerato.

Se non avete una cantina rifornita spulciate la carta dei vini curata dal sommelier Alfredo Buonanno, classe 1995, maître e sommelier di Krèsios dal 2015, sommelier dell’anno per L’Espresso nel 2018 e membro dell’Ordre des Coteaux de Champagne. In tutto sono 200 etichette, dalle bollicine ai vini dolci, con particolare attenzione per le Maison di Champagne. Non mancano la carta dei gin e delle vodka e una selezione di cocktail. E ancora: succhi, tè o kombucha, Vermuth e sorprendenti abbinamenti studiati con la birra.

Per San Valentino è stata proposta la Love Box: lo Smørrebrød, il tradizionale pane scuro danese, con salmone affumicato delle Isole Faroe, rapa rossa e mela verde, il Ramen di astice canadese e miso rosso. Tataki di tonno, onigiri e pak-choi e per dessert  il frutto della passione, interpretato nella “morbida croccantezza” della Crème brûlée.

Il tutto corredato dalla playlist: si va da Bruce Springsteen, ai Beatles, passando per i Queen e i Dire Straits.