Remedy, bere bere a Milano pensando di essere a Londra

Un’atmosfera di calda eleganza, a tratti austera. Materiali di pregio. L’aria è quella da club londinese. Spazi riservati, poltrone comode, un fumoir dove potersi godere in santa pace i propri sigari. Porta Venezia è a due passi ma sembra di essere altrove,  tutto è nel segno di un raffinato understatement. Siamo da Remedy, in una silenziosa traversa che congiunge viale Majno a viale Piave.

Qui si viene a bere bene – vini soprattutto, ma anche distillati per il dopo cena – e poi si scopre che anche il cibo – i bites – è da lode. Un’accanita selezione delle materie prime, proposte con raffinata semplicità. Che siano crostini con acciughe, mortadella e formaggi, crudi di pesce o tartare, la qualità è altissima e il boccone invitante.

Pugliese di Grottaglie, la città delle ceramiche, Michele Bernardi è il frontman del terzetto proprietario (con lui Alessandro Michelon e Amedeo Pagano). È lui a fare gli onori di casa e a custodire la ricca cantina sottostante – visitabile su richiesta – dove trovano spazio bottiglie preziose e una private room con accesso dedicato. Bernardi viene dalla pasticceria, antica attività di famiglia, ma negli ultimi anni a Grottaglie aveva aperto un’enoteca specializzata in champagne e vini internazionali.

Michelon, trentino, è un produttore vinicolo: ha acquisito una proprietà in Puglia, Masseria Borgo dei Trulli, dove ha recuperato gli storici vigneti ad alberello e produce vini di tradizione a cui nel tempo ha accostato etichette più sperimentali. Pagano nella masseria di famiglia nel tarantino si è occupato di impreziosire la carta dei vini, mentre nel frattempo cresceva la sua passione per distillati e superalcolici. 

Dalle loro rispettive esperienze è emersa la voglia di cimentarsi sulla piazza milanese. Remedy vuole essere un punto di riferimento per gli amanti del vino e degli spirits, che qui possono trovare un’ampia ventaglio di scelta e lasciarsi stupire da qualche etichetta di nicchia. La carta dei vini si compone di circa 6mila etichette, per un totale di oltre 18mila bottiglie – con focus su Bordeaux, Borgogna e Champagne – custodite nella cantina interrata. Al bancone quasi 2mila etichette di distillati, che è possibile degustare solo in purezza. Non siamo in un cocktail bar…