Ieri Julia e Karoline Walch hanno consumato in dodici ore la riserva possibile di sorrisi ed entusiasmo. Ne avevano abbondantemente motivo. Era il giorno che coronava un sogno nato dieci anni fa su una collina alle pendici del Monte Calisio. Le due sorelle, figlie d’arte, avevano scoperto un vigneto speciale nel cuore del Trentodoc. Se ne sono sentite “chiamate”. Come resistere al fascino di questo luogo ricco di suggestioni millenarie e all’idea di lanciarsi nella produzione di bollicine trentine? Un progetto tutto loro – seppur sostenuto con forza dalla famiglia – dove poter dimostrare che la madre Elena, grande produttrice di vini altoatesini, aveva ben seminato nel trasmettere passione, rigore e la giusta dose di testardaggine.

Ieri è stata ufficialmente inaugurata la loro cantina, Moncalisse, fondata appunto nel 2016. Le sorelle Julia e Karoline Walch conducono un drappello di esperti e giornalisti tra i filari: una collina a 600 metri di altitudine che occhieggia il Monte Calisio, in un’area di importante rilievo geologico e storico a nord-est di Trento.

I dodici ettari di vigneti d’altura – spiegano – beneficiano di un microclima alpino fresco e ventilato, ideale per lo Chardonnay e il Pinot Nero: un terroir ideale per dare vita a bollicine d’eccellenza. Eccoci nella “parcella nobile” di un ettaro, vecchie viti di Chardonnay coltivate a pergola, dove, afferma Karoline, la biodiversità viene tutelata secondo i più rigidi principi di sostenibilità.

Il progetto Moncalisse è ambizioso: si cerca l’eccellenza del Trentodoc. Pratiche sostenibili in vigna, lunghi affinamenti nella suggestiva barricaia. Una squadra di giovani tecnici appassionati – l’enologo Stefano Bolognani e l’agronomo Michael Dezini – che possono avvalersi dei consigli e dell’esperienza di Odilon de Varine, Head Winemaker alla Maison di Champagne Gosset.

Se il fulcro saranno le bollicine, intorno viene costruita una raffinata proposta enoturistica. La nuova cantina è molto bella, perfettamente inserita nel paesaggio.
Firmata dall’architetto altoatesino David Stuflesser insieme alla socia Nadia Moroder, la struttura si staglia con un bianco luminoso tra i vigneti, riprendendone le linee sinuose. Forme circolari e fluide che rincorrono i contorni della collina, tagliata dai muretti a secco, nelle cui pietre si dipana la lunga storia del territorio, fino a ricongiungersi con le antiche “Coppelle”, incisioni rupestri risalenti all’età del Bronzo e del Ferro rinvenute proprio tra i filari. Testimonianza dell’aura mistica del luogo. Lo stesso logo di Moncalisse riprende questa estetica circolare, partendo dalla pianta della struttura vista dall’alto.

| La cantina poi si inabissa in una profonda struttura ipogea, con la barricaia ad altezza vertiginosa (11 metri), una sorta di cattedrale laica in cui colori e materiali cambiano, dal bianco delle linee esterne al rosso cupo del porfido “L’architettura si sviluppa attraverso un dialogo tra due mondi: quello nascosto e silenzioso della struttura ipogea, dove avvengono i processi produttivi, e quello visibile e aperto della parte emergente, pensata per accogliere il pubblico e raccontare l’identità di Moncalisse”, osservano Julia e Karoline Walch.
La scelta di collocare la maggior parte dei volumi nel sottosuolo consente infatti di sfruttare la temperatura naturale del terreno (circa 13°C), garantendo le condizioni termiche costanti richieste dai lunghi affinamenti del Metodo Classico. Anche la lavorazione delle uve ne beneficia: la vinificazione avviene interamente per gravità, per tutelare la materia prima con estrema delicatezza.
Splendida la terrazza panoramica rivolta a sud: un invito alla sosta, dove le sorelle Walch intendono esprimere appieno l’ospitalità di Moncalisse. Lo spazio si apre alle visite e alle degustazioni abbinate alle specialità locali, “con il chiaro obiettivo di valorizzare gli aspetti unici e distintivi della nostra terra”, affermano le sorelle.
In occasione dell’inaugurazione ufficiale lo Chef Othmar Raich del ristorante Miil di Cermes ha ideato una proposta gastronomica in abbinamento con i due vini Moncalisse: Montis Arcentarie Blanc de Blancs Extra Brut Riserva 2017 e Millesimato Extra Brut Riserva 2019.
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