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Lo spaghetto di plastica fuori dal ristorante? A Tokio è trendy

A noi fa inorridire. E' emblema di cibo mediocre, strumento per attirare turisti frettolosi e certamente poco esperti di buona tavola. Mirabolanti amatriciane, pizze quattro (ma nche cinque o sei) stagioni, fritti fumanti. In plastica dai colori vivaci, che ti chiamano dalle vetrine dei ristoranti senza pretese.

Tokio

Chi avrebbe detto che piacciono da morire ai sofisticatissimi giapponesi? Quelli che ti incartano un'agendina come fosse un brillante di Cartier, che impacchettano le mele una per una, che non possono sopportare un pacco dove gli spaghetti non siano tutti perfettamente uguali? Eppure pare che il nuovo trend a Tokio sia questa nuova forma di iperrealismo gastronomico. Parola di  New York Times, che di solito ci azzecca. I piatti plasticosi vanno a ruba soprattutto nel distretto di Kappabashi, dove sono in vendita tutti i generi di gadget per la cucina. Così accanto ai bento box da tre dollari e i prezioni coltelli di ceramica da oltre 700 dollari si trovano i "glossy dish": dalle zupper di ramen noodles (53 dollari) agli hamburger (ben 159 dollari).

La prossima volta che passo davanti a una trattoria con il pollo arrosto in plastica che fa l'occhiolino dalla vetrina lo guarderò con meno supponenza. In fondo è a suo modo una forma di design. O no?