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Torcolato col formaggio, ma quale?

Provate a parlare a un vicentino del passito di Pantelleria. Annuirà gentile ma in cuor suo non c’è partita, l’unico passito che riconosce viene dalla vespaiola, parla il suo dialetto, si chiama Torcolato e accompagna i dolci di tutte le stagioni. I produttori della zona, guidati con entusiasmo dal più fecondo di loro (l’energico Fausto Maculan cui fa capo più della metà della produzione complessiva) si sono riuniti in una “strada del Torcolato”, aprono le cantine, organizzano eventi e studiano nuovi modi per gustare il loro prezioso passito. L’ultima idea è stata quella di accostare il Torcolato ai formaggi. La degustazione, con tanto di votazione da parte di un gruppo di esperti, è avvenuta a Milano e ha portato a una ristretta selezione di finalisti: l’abbinamento ideale verrà decretato a fine gennaio a Breganze, patria del biondo passito. Accostamenti insoliti, dal taleggio al bitto, altri azzardati, come la mozzarella di bufala. Tra gli otto finalisti qualche nome prevedibile (l’ Erborinato di Capra, il Roquefort, il Gorgonzola Naturale, lo Stilton), qualcuno più inaspettato (il Comte, il Bitto e il Caciocavallo affumicato) e un outsider, come la Robiola di Roccaverano. Per me in assoluto l’abbinamento più azzeccato.

Torcolato col formaggio, ma quale?

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    Passo spesso per lavoro in quel di Breganze e ogni volta non posso fare a meno di fermarmi a mangiare, magari in una bettola, basta che abbia il Torcolato, un vino meraviglioso, un passito che fa venire la pelle d’oca.
    è un vino che consiglio a tutti voi per le vostre feste e i vostri pranzi e ricevimenti, anche se secondo me, il momento migliore per berlo è la sera.

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