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Se la Cina impara anche il savoir faire, son dolori per tutti

Finora li abbiamo snobbati. Mentre i tycoon cinesi compravano Chateau in Borgogna o delikatessen con i marchi più pregiati. Ma, ovviamente, ne abbiamo sottovalutato intraprendenza e bravura. Oggi che cominciano a produrre i primi vini cinesi di pregio in varie zone del paese ci stanno dando la sveglia. In alcune degustazioni alla cieca le loro etichette hanno primeggiato su blasonati (magari un po’ polverosi) marchi del vino occidentale. E, come se non bastasse, hanno imparato dai francesi a fare ottimi formaggi (non lontano dalla Città Proibita), per non parlare del caviale.

Ci era rimasto il terroir e il savoir faire. Se perdiamo anche quello, che ci resta?

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