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Perché Ségolène questa volta ha proprio sbagliato tiro

Il cambiamento climatico? In gran parte colpa della Nutella. Almeno a sentire la ministra francese dell’Ecologia Ségolène Royal. Da cui ci si aspetterebbero analisi un filino più articolate.

Certo Ségolène ha fatto una battuta. Ma la voce di un esponente di governo ha un peso diverso rispetto alla boutade di un blogger. Ecco in sintesi la vicenda. Intervenendo alla trasmissione Le Petit Journal di Canal+ Royal ha affermato: “occorre piantare alberi in modo massiccio perché c’è una massiccia deforestazione che comporta un riscaldamento climatico. Bisogna smettere di mangiare Nutella per esempio, perché contiene olio di palma”. Di sicuro il tema dell’olio di palma è serio, a causa delle intense deforestazioni, ma forse non mangiare Nutella non è la soluzione.

Ferrero, produttrice della crema al cacao più famosa del mondo, non ha ribattuto direttamente alla ministra ma in comunicato ha affermato di essere “del tutto consapevole della questione ambientale”e di aver preso “numerosi impegni in relazione alle forniture di olio di palma”. Il gruppo, che si rifornisce in Malaysia, Papua Nuova-Guinea e Brasile, ha precisato che vigila sulla tracciabilità delle sue materie prime attraverso la Roundtable for sustainable palm oil (RSPO), che si impegna per un uso sostenibile dell’olio di palma e fornisce una certificazione ai prodotti.

All’intervistatore che dopo la sparata della ministra ha esclamato “ma la Nutella è buona!”, Ségolène ha replicato: “Sì, ma non va bene, perché l’olio di palma decima gli alberi, causando danni considerevoli”. Perdendo quindi l’occasione di correggere il tiro. Del resto già a fine 2012, un gruppo di senatori francesi aveva tentato di far approvare in Parlamento una sovrattassa del 300% sull’olio di palma per la sua pericolosità per la salute e l’ambiente.

  • Maria |

    ma perchè ci si preoccupa solo della deforestazione (le piante coltivate si ripiantano) e non della tossicità dell’olio di palma?

  • Tamara Giorgetti |

    Il problema dell’olio di palma esiste ed è molto grave, sta facendo danni molto gravi agli animali, all’ambiente e alla nostra salute, ma non sappiamo leggere e quindi possiamo scegliere se comprare o no un alimento con olio di palma, gli animali no. La signora Ségolè Royal dovrebbe pensare solamehte al patè de fois gras e chiunque può zittirla con due parole, questa è una delle pratiche più ignobili e barbare che esistano, ma pare che nessuno chef riesca a farne a meno, senza non sanno cucinare, quindi veda di risolvere i problemi anche dentro casa…

  • carl |

    Segolène ha solo detto, et en passant.. “bisogna/erebbe (anche, è implicito) smettere di mangiare/consumare Nutella, perchè contiene olio di palma”..
    Infatti (e come al solito per una questione di spiccioli..) i “figli di mercato” propendono per ricorrere all’olio di palma. Un olio presente in tantissimi prodotti di grande e corrente consumo.
    D’altronde chi ha visto il reportage della trasmisione “Report” della Gabanelli andata in onda qualche settimana fa, ha visto come in Malaysia deforestizzano alla grande per far piantare invece delle enormi e geometriche piantagioni di palme dalle quali estrarre l’olio prediletto dall’establishment del food market…:o)
    Ma, come ha di recente detto, con vasta eco mediatica, “il semiologo magno” (non faccio nomi..:o) di discorsi del genere è pieno il Web.. Discorsi che però lasciano il tempo che trovano..

  • andrea61 |

    Il paradosso dell’ambientalismo alla Segolene è che il famigerato olio di palma ha la più alta resa per ettaro rispetto a tutte le alternative per cui per assurdo, se ne venisse bandito l’uso, i sostituti sarebbero ambientalmente ancora più impattanti necessitando di maggior suolo.

  • Alberto |

    Da che pulpito! Mi sembra che la Francia più che all’olio di palma sia interessata al … petrOLIO di Libia, avendo dato inizio ai bombardamenti che hanno portato alla caduta di Gheddafi ed al conseguente caos (per non dire peggio) di cui tutti stiamo pagando le gravissime conseguenze.
    Come a dire guardo la pagliuzza e non il trave.

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