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Fiera del Tartufo d’Alba: connessi con la natura (e con i game changer in giro per il mondo)

Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, tre indizi fanno una prova. Come ci insegna la vecchia Agatha (Christie) a volte occorre arrendersi all’evidenza. Quindi se slitti in avanti di una settimana l’apertura della Fiera che promuove il tuo prodotto principe, vuol dire che il terreno ti sta parlando. E con esso il clima. La “chiamata” dell’ambiente entra di prepotenza tra le tue priorità ed esige risposte. È così che – del tutto legittimamente a parer mio – i temi della sostenibilità diventano parte integrante dei programmi della 91ma Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, intitolata appunto “Connessi con la natura”. Con l’apertura che slitta di sette giorni, al 9 ottobre, l’avvio delle nove settimane in cui tartufo, cucina, cultura e territorio si intrecceranno in una girandola di eventi ed incontri. Assecondando la natura che spinge in avanti la maturazione del Tuber magnatum Pico.

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Se cene, cooking show, degustazioni vinicole, selezione delle migliori trifule, si rincorreranno tra le colline di Langhe, Roero e Monferrato con la consueta girandola di appuntamenti golosi, la novità sono gli incontri di Dawn to Earth. No, nessun refuso, è proprio l’alba di un nuovo modo di affrontare il gigantesco tema della sostenibilità, che non può essere rinchiuso nei confini ambientali ma deve esprimersi in parallelo su economia e società. La Fiera del tartufo non diventerà una fondazione o un think tank ma si mette a disposizione per far germogliare il confronto su queste problematiche: “una sorta di laboratorio liquido – spiega Paolo Vizzari – che lavora alla ricerca dei game changer di tutto il mondo per offrire loro supporto, rete, campagne di racconto e promozione”.  In sostanza – rileva la funambolica presidente dell’Ente Fiera Liliana Allena – mettiamo la nostra straordinaria visibilità internazionale al servizio del dibattito.

Anche nell’ottica di una sempre più necessaria interconnessione (vi prego aboliamo il termine ‘contaminazione’) tra ambiti diversi. Per questo durante le settimane di fiera saranno organizzati incontri fuori dal comune. Se in passato la grande sfida è stata far dialogare un prodotto vincente e “auto-promozionale” con l’alta cucina, quest’autunno – racconta il direttore dell’ente Stefano Mosca – riproporremo quel che già avviene durante le settimane di fiera ai tavoli stellati del territorio: guru dell’alta finanza che dialogano con cuochi e imprenditori dei settori più disparati, dalle tecnologie alla moda…”. Invece che a tavola si incontreranno su un palco davanti al pubblico, ma l’intenzione è quella di non perdere l’informalità.

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Nel corso della presentazione milanese della 91ma edizione Liliana Allena ha raccontato le altre iniziative previste da un programma a dir poco generoso. Dal cuore della manifestazione, che resta il Mercato mondiale del tartufo bianco d’Alba all’Alba Truffle Show, i gemellaggi con le altre Creative cities Unesco per la gastronomia, l’asta en primeur del Barolo e quella del tartufo.

Come ogni anno ci saranno anche appuntamenti con l’arte, con diverse mostre ad Alba e fuori, ma anche qui ci sarà una novità. Un’iniziativa che coinvolge la comunità degli chef locali. Grazie alla collaborazione con il Castello di Perno e il collettivo The Musketeers, all’interno di alcuni ristoranti stellati verranno esposte opere di arte contemporanea in quello che si propone di essere una sorta di “museo diffuso” sul territorio.