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Perché non saranno alzati i dazi cinesi sul vino europeo

Alla fine, probabilmente, l'inchiesta antidumping delle autorità cinesi sulle vendite di vino europeo nel colosso asiatico si chiuderà con un nulla di fatto. Questo pensano diversi produttori italiani che giudicano l'intera vicenda una "danza politico-diplomatica prevedibile" dopo l'annuncio dei dazi Ue sui pannelli fotovoltaici cinesi destinata a concludersi senza danni tra qualche settimana.

Gianluca-bisol
Oggi i dazi gravano sull'import di bottiglie in Cina all'incirca intorno al 50%. Chi vende a Hong Kong non subisce alcun dazio (e per questo esiste un fiorente mercato clandestino dall'ex colonia britannica alla terraferma). Ma anche l'ipotesi peggiore, di un aumento della leva fiscale, non spaventa più di tanto. "Ci siamo abituati – commenta Gianluca Bisol, produttore di prosecco e ormai un habitué del mercato cinese – non dimentichiamo che siamo costretti a subire dazi persino all'interno dell'Europa, come in Gran Bretagna, dove pesano 5 euro a bottiglia". 

Il vero problema, forse, è che anche qui l'Italia non riesce ad avere una voce (e una faccia) sola. "Un anno fa, racconta Bisol, Jenny Wang, ex vicepresidente dello Stock Exchange a Shanghai sposata con un italiano che promuove gli investimenti italiani in Cina e viceversa, ha proposto di creare una rete commerciale specializzata in vini made in Italy. Se ne è parlato molto, ma non si è ancora riusciti a concludere nulla". La ragione è sempre la stessa: mancanza di coraggio e voglia di sperimentare. Preferiamo stare con chi già conosciamo, pare sia stata la risposta di molti contattati dalla Wang.

Peccato che francesi, spagnoli e australiani si siano organizzati diversamente, con reti autonome e coordinate. "Noi stessi – racconta il produttore veneto – siamo distribuiti dai francesi dello champagne Duval Leroy". La corsa del prosecco sulle tavole cinesi è incessante: solo Bisol lo scorso anno ha venduto più di 100mila bottiglie, e altrettanto bene fanno Zonin, Carpené Malvolti e Santa Margherita.

Ma Bisol non cresce solo in Cina. Nei primi cinque mesi dell'anno le vendite sono salite del 20% e da 25 anni l'azienda (oltre alle 460mila bottiglie Bisol ci sono i marchi Jeio e Bel Star con quasi altri due milioni di bottiglie) non cresce mai meno del 10%. "Il prosecco è un vino antirecessivo: facile e con un ottimo rapporto qualità-prezzo".

  • carl |

    Sig.ra Fernanda e della birra che si dice?
    Si consuma in Asia Maior ? Di più o di meno del vino ? Hanno cominciato a produrla ? Amano il prosecco ?
    Pare che in Asia (ed è una fortuna..a seconda dei punti di vista ovviamente..) non ci sia (ancora..) propensione per i superalcolici.. Mi sembra di aver letto che il sakè gisapponese assomigli per gradazione alla birra standard.. Vero ?
    Quanti interrogativi..:o)
    Interrogativi non certo fondamentali, salvo che per i produttori, esportatori ecc..

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