Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Grande asta a Hong Kong per Ornellaia, nel 2011 battuti da Christie’s HK vini per 12 milioni di euro

Venerdì, sabato e domenica prossima a Hong Kong ennesima grande asta di vini promossa da Christie's. Per una volta non saranno protagonisti i soliti Bordeaux. In primo piano ci sarà l'Italia con un'interessante offerta di grandi formati di Ornellaia: verranno battuti tra l'altro un set di doppi magnum 2006-2008 (con un prezzo d'asta iniziale tra i 12 e i 15mila dollari) e un'imperiale (sei litri). Bottiglie impreziosite dalle etichette di tre artisti: Luigi Ontani, Rebecca Horn e Ghada Amer.

Christie's, che quest'anno ha totalizzato dalle aste di vini a Hong Kong l'equivalente di quasi 12 milioni di euro, preannuncia record anche per il prossimo appuntamento.   

  • costantino |

    Ho letto con interesse l’articolo di oggi a pag. 29 del Sole 24 Ore sulla “riscossa” dell’Italia dei Vini in quella parte di Mondo, così lontana, che pare sia ormai diventato il mercato enologico più importante del Pianeta.
    E’ confortante poter finalmente testimoniare ed assistere, più che all’affrancamento della cosiddetta “parkerizzazione” del mercato, alla sensazione che qualcosa stia cominciando a cambiare per davvero. E a cominciare, per esempio, dallo stesso Robert Parker, che per l’Italia (ma non solo) ha assunto un giovane italo-americano, Antonio Galloni, che tutto si può dire, tranne che abbia gusti “parkerizzati”.
    Aspetto con impazienza di poter leggere, prima o poi, di qualche asta esotica dove un Beppe Rinaldi o un Mauro Mascarello d’annata siano stati battuti a un prezzo, se non superiore, almeno vicino a un Lafite.
    Ma quanto tempo dovrà ancora passare, se mai ci arriveremo, a leggere del Barolo, e delle sue colline magiche, di Serralunga e di Monforte, di La Morra e Castiglione Falletto che niente hanno da invidiare a Bordeaux e nemmeno alla Borgogna, nè in fatto di bellezza, nè in fatto di storia, nè tantomeno di vini.
    Ma chissà.. forse è meglio così? Meglio preservare, nell’intimità di veri appassionati ( e neanche pochi forse) e competenti, l’incanto delle Langhe e dei suoi vini, “salvandolo” dai meccanismi di un mercato privo di passione e di amore..e così brindo alla riscossa di una “parte dell’Italia” che contende il primato alla blasonata Francia, con pochi amici e una bottiglia di Bartolo Mascarello 82.

  Post Precedente
Post Successivo