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Anche gli Ogm e la produzione di té tra i settori off-limits nella free-zone di Shanghai

Sorprese cinesi. La zona a commercio libero di Shanghai, appena lanciata in pompa magna dal governo cinese impone, come prevedibile, una serie di divieti. Se appaiono facilmente comprensibili quelli all'apertura di Internet café e giornali o tv, o gli investimenti in banche e assicurazioni, sinceramente stupisce il divieto di occuparsi di té. Ad essere precisi è vietato agli stranieri di occuparsi di "tecniche tradizionali per la produzione di té". Così come sviluppare organismi geneticamente modificati.

Niente da dire, personalmente, sull'ultimo divieto. Fa solo strano vedere gli Ogm, subito dopo il gioco d'azzardo online e la pornografia….

  • carl |

    Beh, in Cina (contrariamente che in occidente) se decidono di contrastare la diffusione degli OGM hanno più possibilità di farlo che qui in occidente dove tutt’al più se ne discute,se ne discute, se ne discute… ed intanto gli OGM conquistano semnpre nuovi terreni, vuoi volutamente, vuoi a insaputa dei proprietari..
    Come le storielle degli appartamenti acquistati o affittati ad insaputa..:o)

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